La nascita di una nuova funzione aziendale
Il panorama aziendale sta vivendo una trasformazione epocale, guidata dall’intelligenza artificiale (IA), che sta dando vita a una potente capacità operativa che Jacopo Paoletti, nel libro AI Economy, definisce una nuova funzione aziendale. Non si tratta di un dipartimento da inserire nell’organigramma, né di una voce di bilancio, ma di una funzione cognitiva distribuita che permea ogni aspetto dell’impresa, agendo come un vero e proprio “sistema nervoso invisibile”. La sua essenza risiede nella capacità di collegare e integrare settori aziendali tradizionalmente distinti come la finanza, l’amministrazione, il marketing, le risorse umane o l’IT in un flusso continuo di pensiero algoritmico.
Seguendo il discorso di Paoletti, immaginiamo questa nuova funzione come il tessuto connettivo dell’impresa, una rete di neuroni artificiali che trasmettono e processano informazioni tra tutte le funzioni, consentendo risposte rapide e coordinate. Proprio come il cervello umano integra gli input sensoriali per prendere decisioni, questa funzione integra dati da tutte le diverse aree per contribuire a guidare l’organizzazione, segnando un’evoluzione dell’impresa nell’era digitale.
L’impatto di questa trasformazione è già tangibile. Secondo McKinsey, l’AI sta già contribuendo a un aumento medio della produttività totale e prevede che entro il 2030 contribuirà al PIL globale con circa 15 trilioni di dollari. Questo incremento deriverà dalla capacità dell’AI di migliorare l’efficienza e l’innovazione a tutti i livelli aziendali.