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AI per il marketing: i trend di oggi e come configurare ChatGPT per creare un MyGPT

di Filippo Poletti.

L’intelligenza artificiale ha smesso di essere una promessa futuribile per diventare il motore pulsante di una trasformazione economica e sociale senza precedenti. In nessun altro ambito, forse, il suo impatto è così dirompente e pervasivo come nel marketing, dove non si limita a ottimizzare processi, ma sta innescando una vera e propria rivoluzione copernicana: è una metamorfosi che ridefinisce il rapporto tra il brand e il consumatore, la natura stessa del desiderio così come i confini etici della persuasione. Stiamo entrando in un’era in cui la tecnologia non solo risponde ai bisogni, ma impara ad anticiparli, plasmarli e, in definitiva, a governarli.

Tutto quello che c’è da sapere sull’AI per il marketing

Proviamo a ragionare, ordinando le idee. Lo facciamo con l’aiuto di due testi, rispettivamente AI Economy di Jacopo Paoletti e del mio Supervisor, i professionisti dell’AI.

  1. L’era humanchine: oltre l’automazione, verso la partnership cognitiva
  2. Trend nel marketing: iper-personalizzazione, contenuti su misura e tendenza zero-click
  3. Trend nel marketing: predizione comportamentale e neuromarketing predittivo
  4. Trend nel marketing: l’algoritmo che modella il cliente
  5. Trend nel marketing: il potere cognitivo da governare
  6. Integrazione pratica per il marketing: creare un MyGPT in ChatGPT

 

Si tratta di alcuni spunti che potranno essere approfonditi nei momenti formativi proposti da Generazione Vincente Academy all’interno del suo ampio catalogo che vede, tra gli altri, momenti formativi sull’ organizzazione Lean o agile della nostra azienda.

L’era humanchine: oltre l’automazione, verso la partnership cognitiva

Siamo ufficialmente approdati in quella che può essere definita l’era “humanchine”, un neologismo (da human, “umano”, e machine, “macchina”) che sancisce la nascita di una nuova e potente forma di partnership cognitiva. In questo paradigma, l’intuizione, l’empatia e la creatività umane non vengono soppiantate, ma si fondono in una sinergia inedita con la velocità di calcolo e la capacità di ragionamento delle macchine.

Se la precedente ondata di trasformazione digitale era interamente concentrata sull’automazione dei compiti, la fase attuale sposta il baricentro sulla collaborazione. Questa transizione impone una nuova e non più differibile priorità per i professionisti, compresi quelli che operano nell’ambito del marketing: l’intenzionalità.

Come spiega Paoletti, la vera opportunità oggi risiede nel progettare consapevolmente la relazione uomo-macchina, sia nel mondo fisico che in quello digitale. Diventa quindi cruciale dare priorità alla cosiddetta “Human AI Experience” (HAX), un approccio strategico che si interroga su come strutturare il nostro team, definire i ruoli e orchestrare i processi. Il successo a lungo termine, infatti, non dipenderà dalla mera adozione tecnologica, ma dalla fiducia e dalla simbiosi che sapremo costruire in questa nuova alleanza tra intelligenza umana e artificiale.

Trend nel marketing: iper-personalizzazione, contenuti su misura e tendenza zero-click

Nel marketing, l’AI ha superato la segmentazione demografica tradizionale per approdare alla teoria dell’identità fluida. Attraverso modelli che apprendono in tempo reale, come l’Identity Graph AI di Amazon Web Services, le aziende possono categorizzare i consumatori in profili mutanti, anticipando non solo cosa acquisteranno, ma chi potrebbero diventare nelle successive 72 ore.

L’AI generativa non si limita a prevedere i desideri, ma li plasma attivamente creando annunci dinamici e raccomandazioni personalizzate che rispondono a bisogni latenti prima ancora che emergano consapevolmente.

In questo scenario, emerge anche il fenomeno della ricerca “zero-click”, dove gli utenti trovano risposte immediate fornite dagli agenti AI direttamente nei risultati di ricerca, costringendo i marketer a rivoluzionare le strategie di visibilità.

Trend nel marketing: predizione comportamentale e neuromarketing predittivo

La frontiera del marketing si è spostata verso la neurofisiologia del desiderio. Grazie alla cosiddetta “economia della predizione del mercato”, l’AI è in grado di analizzare micro-segnali cognitivi e biometrici, come i movimenti oculari o le variazioni del tono vocale, per anticipare preferenze non ancora verbalizzate.

Un esempio concreto è l’utilizzo di sistemi messi a disposizione da aziende come Neuro-Insight e adottati anche da Netflix, che modificano le anteprime dei contenuti in tempo reale basandosi sull’attività dell’utente.

Nell’“economia della predizione del mercato” il valore non risiede più nella sola offerta, ma nella capacità di prevedere e orientare il comportamento futuro del consumatore, come dimostra il pricing dinamico calcolato sul cliente nel momento esatto di massima probabilità di acquisto.

Trend nel marketing: l’algoritmo che modella il cliente

Il marketing è diventato un ambiente intelligente in cui la relazione tra il brand e il consumatore si sviluppa in modo continuo. Non si tratta più di campagne discrete, ma di un ciclo di feedback perpetuo: ogni azione dell’utente alimenta l’algoritmo e ogni risposta dell’algoritmo ridefinisce l’esperienza successiva.

Questo processo modella attivamente il cliente, trasformando la struttura stessa della comunicazione di prodotto in un dialogo algoritmico che influenza la qualità delle decisioni e la percezione del brand.

Trend nel marketing: il potere cognitivo da governare

In un’economia governata dalla predizione, il confine tra l’influenza e la manipolazione diventa una scelta etica umana. Tre sono i fenomeni che possiamo osservare assieme a Paoletti: la predizione come forma di influenza su ciò che i clienti faranno domani; la personalizzazione estesa come “manipolazione gentile” attraverso architetture decisionali neuroinformate; infine, l’erosione invisibile della libertà cognitiva, non perché venga negata ma perché venga erosa invisibilmente. La libertà di scelta rischia di diventare un bene scarso, sostituita da un’illusione di autonomia in un sistema che induce comportamenti predefiniti.

La governance deve, quindi, garantire che l’AI rimanga uno strumento di personalizzazione etica e non di controllo occulto.

Integrazione pratica per il marketing: creare un MyGPT in ChatGPT

Per i professionisti del marketing, l’integrazione operativa dell’AI passa attraverso piattaforme come ChatGPT e la creazione di MyGPT personalizzati grazie alla licenza ChatGPT Plus. Come racconta Fusco, il processo si articola in tre fasi essenziali:

  • – Fase 1: raccontare di sé a ChatGPT. È necessario personalizzare l’AI fornendo informazioni dettagliate sulle attività di marketing specifiche che vogliamo fare per ottenere risposte mirate.
  • – Fase 2: creazione di MyGPT. Attraverso la procedura guidata si configura un assistente virtuale su misura per la propria azienda.

Fase 3: test operativo in modalità privata o condivisa. Il nostro MyGPT può essere testato in modalità privata o condivisa, caricando documenti e dati per affinare le interazioni. Resta fondamentale la verifica umana costante, poiché le risposte dell’AI si basano su modelli probabilistici che richiedono sempre la nostra supervisione critica.

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Giugno 18, 2026


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