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Accessibilità digitale, cosa c’è da sapere e cosa fare oggi

di Filippo Poletti.

 

 

Molti siti web presentano ancora diverse barriere all’accessibilità: si va dalla mancanza di una gerarchia logica dei contenuti (con l’assenza di titoli e sottotitoli correttamente strutturati) all’assenza di testi alternativi per le immagini, fino al mancato rispetto del rapporto di contrasto minimo di 4.5:1 tra il colore del testo di dimensioni standard e quello dello sfondo. A questo si aggiunge spesso l’impossibilità di navigare gli elementi interattivi, come i link e i pulsanti, tramite l’utilizzo del tasto “Tab” della tastiera.

Non c’è tempo da perdere: la strategia europea per i diritti delle persone con disabilità è decennale (2021-2030), ma le scadenze per garantire l’accessibilità digitale sono una priorità attuale. Dal 28 giugno 2025, infatti, l’obbligo di accessibilità ai siti e alle app si applica in Italia a tutte le aziende, con l’esclusione delle sole microimprese (con meno di 10 dipendenti e un fatturato sotto i due milioni di euro). Per i contratti di servizi in essere è previsto un regime transitorio fino al 28 giugno 2030. Le sanzioni amministrative per la mancata conformità, valutata dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), possono arrivare anche a 40 mila euro, con il rischio di oscuramento del sito e danni reputazionali. Oltre a essere un imperativo etico dettato dalle norme, l’accessibilità digitale rappresenta un’opportunità di business.

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE OGGI SULL’ACCESSIBILITÀ DIGITALE

Vediamo, passo dopo passo, cosa c’è da sapere su queste tematiche:

  • il quadro normativo europeo sull’accessibilità digitale
  • il quadro normativo italiano sull’accessibilità digitale
  • i requisiti tecnici di accessibilità per i servizi digitali
  • l’accessibilità digitale priorità di tutte le aziende

Si tratta di una sintesi introduttiva, in quanto tutti i dettagli tecnici saranno approfonditi nel corso dedicato all’accessibilità digitale di Generazione Vincente Academy.

IL QUADRO NORMATIVO EUROPEO SULL’ACCESSIBILITÀ DIGITALE

I requisiti generali di accessibilità relativi ai prodotti e ai servizi informatici resi disponibili all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea sono specificati nella norma UNI EN 301 549, pubblicata nel 2014 e successivamente aggiornata a più riprese. Lo standard internazionale di riferimento è rappresentato dalle linee guida sull’accessibilità dei contenuti web o Web Content Accessibility Guidelines (note con la sigla WCAG, contrassegnate dalle sigle 2.1 e 2.2) elaborate dal Consorzio mondiale del web (W3C) fondato dall’informatico britannico Tim Berners-Lee nel 1994. Le WCAG si basano sui quattro principi “POUR” (rispettivamente, in lingua inglese, “perceivable” o percepibile, “operable” o utilizzabile, “understandable” o comprensibile e “robust” o robusto) arricchiti da linee guida puntuali a cui sono legati diversi criteri di successo classificati in tre livelli:

  • livello minimo A di conformità ai requisiti sull’accessibilità;
  • livello medio AA di conformità;
  • livello massimo AAA di conformità.

Lo standard EN 301 549 rappresenta il punto di riferimento per i criteri di conformità tecnica agli obblighi giuridici delle direttive europee del 2016 e del 2019, oltre che dalle relative decisioni di esecuzione della Commissione Europea. Questi due, in particolare, sono i documenti da conoscere:

  • la direttiva 2016/2102 sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, conosciuta come Web Accessibility Directive (WAD);
  • la direttiva 2019/882 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, nota come European Accessibility Act (EAA).

L’European Accessibility Act prevede una serie di indicazioni stringenti:

  • validità per tutti i nuovi prodotti di hardware delle aziende con più di 10 dipendenti e con un fatturato superiore ai due milioni di euro;
  • le imprese di servizi con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai due milioni di euro sono esentate dagli obblighi della direttiva 2019/882. Per loro vale l’incoraggiamento «a fornire servizi conformi ai requisiti di accessibilità della direttiva al fine di rafforzare la loro competitività e potenziale di crescita nel mercato interno».

IL QUADRO NORMATIVO ITALIANO SULL’ACCESSIBILITÀ DIGITALE

Il referimento normativo in Italia è basato, sinteticamente, su quattro testi del 2004, 2018 e 2022:

  • la legge numero 4 del 9 gennaio 2004. Nota come “legge Stanca”, ha disciplinato l’accessibilità dei sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici economici, delle aziende private concessionarie di servizi pubblici, delle aziende municipalizzate regionali, degli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, delle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e delle aziende appaltatrici di servizi informatici;
  • il decreto legislativo numero 106 del 10 agosto 2018 che ha esteso e specificato gli obblighi anche alle applicazioni mobili, introducendo l’obbligo per i soggetti erogatori di pubblicare annualmente la dichiarazione di accessibilità;
  • il decreto legislativo numero 82 del 27 maggio 2022 che ha recepito la direttiva europea 2019/882 (European Accessibility Act, di cui abbiamo appena parlato), imponendo dal 28 giugno 2025 requisiti di accessibilità digitale per i prodotti e i servizi;
  • le linee guide dell’AgID del 21 dicembre 2022 sull’accessibilità degli strumenti informatici. Queste linee si applicano agli enti pubblici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici e alle grandi aziende private.

I REQUISITI TECNICI DI ACCESSIBILITÀ PER I SERVIZI DIGITALI

Veniamo ad alcuni esempi pratici di requisiti generali di accessibilità relativi ai servizi disciplinati dal decreto legislativo numero 82 del 27 maggio 2022. Ciò che occorre fare è, in sintesi:

  1. fornire file elettronici leggibili da un computer mediante software di lettura dello schermo, affinché i non vedenti possano utilizzare le informazioni;
  2. utilizzare le stesse parole in modo coerente o secondo una struttura chiara e logica, affinché possano essere comprese meglio da persone con disabilità intellettuali;
  3. mettere a disposizione sottotitoli qualora siano fornite istruzioni video;
  4. garantire che il testo sia percepibile e utilizzabile attraverso diverse modalità (ad esempio il contrasto elevato o la sintesi vocale) senza la perdita di informazioni;
  5. integrare una sintesi visiva a una descrizione testuale così da identificare gli elementi principali o descrivere le azioni principali;
  6. fornire una descrizione testuale delle immagini;
  7. rendere tutte le funzionalità disponibili tramite tastiera.

L’ACCESSIBILITÀ DIGITALE PRIORITÀ DI TUTTE LE AZIENDE

L’accessibilità digitale, dunque, fa un passo in avanti in Italia. A rispettarla devono essere tutte le aziende. Come indicato dal decreto legislativo numero 82 del 27 maggio 2022, solo le microimprese che forniscono servizi sono esentate dall’osservanza dei requisiti di accessibilità: si tratta delle imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a due milioni di euro.

Marzo 11, 2026


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