di Filippo Poletti.
Dietro alle operazioni di spedizione delle merci a livello globale c’è un universo legato ai diritti e ai doveri, alla ripartizione dei costi, al passaggio del rischio di perdita e alla ripartizione dei costi (come smarrimento o danneggiamento) tra chi acquista e chi vende. Sono i cosiddetti “Incoterms” (acronimo di “International Commercial Terms”, traducibile in italiano come “Termini commerciali internazionali”), pubblicati dalla Camera di Commercio Internazionale il 10 settembre 2019 ed entrati in vigore il 1° gennaio 2020. Gli Incoterms, dunque, sono le regole stabilite a livello internazionale, aggiornate ogni 10 anni: la versione del 2020, attualmente in uso, rappresenta la nona revisione delle norme introdotte nel 1936 e, dunque, la prossima formulazione è prevista tra tre anni, nel 2029, per entrare in vigore nel 2030.
Per adattarsi alle attuali dinamiche logistiche, la Camera di Commercio Internazionale ha superato la vecchia distinzione geografica, riorganizzando gli 11 termini nelle seguenti due macrocategorie legate al tipo di trasporto:
- Regole multimodali (7 termini: EXW, FCA, CPT, CIP, DAP, DPU, DDP) che si applicano a spedizioni che combinano camion, treno, aereo o navi (e sono fondamentali per le merci in container). In questo caso, il focus della consegna e del rischio si sposta dai porti fisici agli hub logistici o ai magazzini interni;
- Regole per il trasporto marittimo e vie d’acqua interne (4 termini: FAS, FOB, CFR, CIF) che restano riservate esclusivamente alle merci sfuse (bulk), ai carichi industriali o a tutto ciò che non è containerizzato. Qui il punto critico di passaggio del rischio rimane legato fisicamente alla nave nel porto di partenza.
Tutto quello che c’è da sapere sul trasporto delle merci all’estero
Proviamo ad analizzare come trasportare merci all’estero con l’aiuto di una grande esperta, Paola Garofalo, logistics manager con un’esperienza pluridecennale:
- Passaggio del rischio di perdita e ripartizione dei costi secondo gli Incoterms
- EXW o Ex Works (franco fabbrica)
- FCA o Free Carrier (franco vettore)
- CPT o Carriage Paid To (trasporto pagato fino a)
- CIP o Carriage and Insurance Paid To (trasporto e assicurazione pagati fino a)
- DAP o Delivered At Place (reso al luogo di destinazione)
- DPU o Delivered at Place Unloaded (reso nel luogo di destinazione scaricato)
- DDP o Delivered Duty Paid (reso sdoganato)
- FAS o Free Alongside Ship (franco lungo bordo)
- FOB o Free On Board (franco a bordo)
- CFR o Cost and Freight (costo e nolo)
- CIF o Cost, Insurance and Freight (costo, assicurazione e nolo)
- I 4 errori da evitare
- La legge italiana e gli Incoterms
- L’impatto degli Incoterms sul bilancio aziendale
- Gli Incoterms non sono solo sigle per la logistica
Si tratta di alcuni spunti che potranno essere approfonditi nei momenti formativi proposti da Generazione Vincente Academy all’interno del suo ampio catalogo.

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