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Tik Tok ha un nome che ricorda il ticchettio delle lancette ma cosa è?

Tik Tok?

È il social network più amato dai teenagers perché “è uno di loro” e “parla proprio come loro”. Tik Tok è infatti: semplice, intuitivo e veloce, (forse troppo per un adulto). Per iscriversi occorre avere un’età minima di 13 anni, tuttavia, sono sempre di più i giovanissimi che si stanno avvicinando a questa realtà.
Vediamo perché un social che permette di condividere “real video” della durata massima di 1 minuto, combinati con basi musicali, lip-sync, effetti e filtri, piace così tanto e capiamo anche perché, sul social del momento, aleggiano luci e ombre.

Alcuni numeri

I numeri di Tik Tok sono vertiginosamente in salita, tanto che destano la preoccupazione dei Social più maturi. Nel 2018 TikTok è stata l’app più scaricata negli Stati Uniti, superando Instagram, Facebook e YouTube. Si parla di circa 65 milioni di utenti attivi negli States, di mezzo miliardo  in Cina e di oltre due milioni al mese in Europa (dati Digiday). Ad oggi Tik Tok è presente in oltre 150 Paesi ed è tradotta in 75 lingue. In India gli utenti di TikTok sono superiori a quelli di Instagram.
Circa il 65% degli utenti di Tik Tok sono donne. Sono soprattutto le ragazze infatti, ad essere conquistate da questo social. Non sono da meno però le mamme, che condividono propri hashtag come #MomwithKids e postano video anche assieme ai figli.

E in Italia?

Gli utenti attivi sono circa 3 milioni ed il trend è in crescita. Fanno parte della community anche star, artisti, squadre o programmi: Fiorello, Michelle Hunziker, Sfera Ebbasta, X-Factor, Zelig, Roma e Inter. Si stima che gli italiani carichino su Tik Tok circa 236 video al minuto. Le statistiche fanno riflettere anche in relazione alle potenziali revenues generate dalla pubblicità. “Connecting brands today with the consumers of tomorrow” recita il sito di Tik Tok e i Big del settore sono già in fermento. Certo è che Tik Tok rappresenta una nuova sfida su diversi fronti e impone nuove regole anche in termini di condivisione e di maggior consapevolezza nell’uso dei social.

Storia

Tik Tok è stato lanciato nel 2016 dalla compagnia cinese ByteDance, sviluppatrice dell’aggregatore di notizie Toutiao (l’azienda che si potrebbe definire il Google news cinese). Nel 2017 l’azienda ha acquistato per circa 750 milioni di euro Musical.ly, l’app di sincronizzazione video-audio che permetteva di condividere video brevi di karaoke e coreografie. Nell’ agosto 2018 ByteDance ha integrato le due piattaforme mantenendo TikTok come nome.

Il risultato della fusione?

Base utenti allargata fino ad arrivare ad un bacino di circa 800 milioni di persone e funzionalità moltiplicate. Grazie alla sinergia il catalogo di musica a disposizione si è arricchito dando modo di far sbizzarrire gli utenti. La varietà dei video prodotti è aumentata facendo così raggiungere l’obiettivo di mantenere alto l’interesse e il coinvolgimento. Oggi su Tik Tok sono visualizzabili video di pezzi comici, si lanciano sfide (o challenge) tra utenti, esistono clip che aspirano a diventare dei meme, balletti, parkour, lip sync e chi ne ha più ne metta.

Un successo continuo

Oggi Bytedance, con una valutazione di circa 100 miliardi di dollari, è la startup tecnologica più forte del mondo e Tik Tok, complice lo sfruttamento dell’intelligenza artificiale, sta già puntando al lancio in Borsa. Tant’è che Facebook sta pensando a come contrastare l’ascesa con nuovi servizi, fra cui Reels, la nuova funzionalità di Instagram sperimentata in Brasile, USA e Sud America (mercati potenzialmente più ricettivi).

Come si usa Tik Tok

Entrare in Tik Tok non può che essere un “gioco da ragazzi”. Basta infatti scaricare la App ed iscriversi. È possibile anche entrare con il proprio account di Facebook o inserire un indirizzo mail valido a cui arriverà il codice per poter accedere. Una volta iscritti è possibile semplicemente guardare i video scorrendoli velocemente. Una caratteristica che differenzia Tik Tok dalle Instagram stories è proprio il fatto che i video possono essere replicati anche all’infinito e non si cancellano anzi puntano a diventare più virali possibili.

I video

Protagonisti dei video sono ragazzi e ragazze che effettuano filmati, li modificano, aggiungono effetti anche in modo semiprofessionale. I video sono tuttavia non artefatti e lontani dai filtri degli altri social. Più veri dunque e più vicini ai ragazzi. Piattaforma immersiva dunque, che permette il completo uso dello smartphone. Altro elemento che attira è il fatto di cimentarsi seguendo un hashtag di tendenza. Si tratta quindi di seguire un gruppo e di sentirsi parte di un qualcosa. Fattore importante per un teenager che deve ancora trovare la propria identità e individualità. Elemento su cui riflettere anche per capire gli effetti e i risvolti che molti video possono suscitare.

E le challenge?

Si tratta di vere e proprie “sfide” digitali e virali che coinvolgono tutti gli utenti di TikTok. Sono proprio queste sfide che rappresentano una delle principali chiavi del successo di Tik Tok. Molte di esse sono balletti da imitare o da reinventare secondo il proprio modo di essere. Il coinvolgimento è così elevato che porta gli utenti ad effettuare anche 6 accessi al giorno con una media di oltre mezz’ora di permanenza giornaliera.

Chi sono gli influencer su Tik Tok?

Esistono anche qui i “Tik Toker”, ovvero ragazzi con profili seguitissimi e pieni di like che guadagnano sfruttando la propria immagine. Il social permette infatti di inserire nella propria bio un link in modo da guidare l’utente all’acquisto. La cosiddetta funzionalità “shopable” permette quindi di trasformare anche i giovanissimi in micro-influencer .
Fra i Tik Toker più influenti compaiono:
Loren Gray, “la Muser” che a soli 17 anni conta circa 33 milioni di follower e 2 miliardi di like
Baby Ariel, definita dal Time “una delle persone più influenti del web”, ha 18 anni e conta circa 30 milioni di fan

In Italia:

Luciano Spinelli : 19 anni e 7 milioni di fan
Cecilia Cantarano, 19enne romana, famosa per i suoi lip-sync

Le aziende e Tik Tok

L’utilizzo da parte delle aziende è ancora minimo sebbene ci si aspetti un futuro sviluppo.
Al momento sulla piattaforma sono presenti alcuni colossi come Mc Donald’s in Francia e Giappone e Coca-cola Japan che tuttavia pubblicano pochi contenuti.
In Italia invece il primo brand che si è lanciato nel mondo di Tik Tok è Chupa Chups Italia (marchio di Perfetti Van Melle), che ha lanciato su Tik Tok la campagna #Chupalloween arrivata a 1,7 milioni di visualizzazioni sul primo dei 3 video condivisi. Mentre Vigorsol ha sfruttato il meccanismo della challenge con #BeFreshGetNoticed arrivando a 41,7k di visualizzazioni sull’unico video condiviso e oltre 31,6 milioni di utenti che hanno condiviso loro video sul tema.
Al momento quindi il social non è pienamente sfruttato dal punto di vista economico ma in futuro è probabile che la piattaforma si aprirà anche all’e-commerce, come dimostra la sperimentazione di alcune funzionalità in altri mercati.

Le ombre

Le piattaforme di ByteDance hanno lo scopo di aiutare gli utenti a esplorare e scoprire la creatività, la conoscenza e i momenti del mondo che contano nella vita di tutti i giorni, consentendo a tutti di essere un creatore direttamente dal proprio smartphone. Ci impegniamo a creare un ambiente online sicuro, sano e positivo per tutti i nostri utenti.” Così recita il sito.
Ma Tik Tok è realmente sicuro?
Le accuse verso il social sono molteplici e da non sottovalutare, si parla di privacy a rischio, plagio, pericolo di pedopornografia e sicurezza nazionale. Purtroppo, sono spesso anche i genitori non controllano l’attività dei figli sui social contribuendo quindi ad una mancanza di tutela dei minori.

I dati dei minori

Primo punto controverso: Tik Tok ha ottenuto migliaia di dati di minori senza autorizzazione né fornire alcuna tutela. Per questo motivo infatti, il social è stato multato dalla Federal Trade Commission statunitense per 5,7 milioni di dollari. Come visto, iscriversi e accedere a Tik Tok è semplice. Viene chiesta l’età ma non viene effettuato nessun controllo incrociato. È quindi possibile inserire una data di nascita a caso e accedere senza alcuna richiesta di autorizzazione al genitore (nel caso di minori). Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook, evidenzia che il punto più controverso è sapere chi effettivamente ha accesso ai dati archiviati e con quali autorizzazioni. Non basta semplicemente sapere dove i dati sono archiviati. Rispetto al primo punto tuttavia Tik Tok non offre risposte esaurienti.

Privacy a rischio?

Tik Tok sfrutta un’intelligenza artificiale per analizzare gli interessi e le preferenze degli utenti dell’applicazione e personalizzare quindi i contenuti proposti, ma oltre a questa tecnologia usa, in alcuni casi anche l’AI per scansionare il volto. Gli utenti quindi, spesso inconsciamente, data la loro giovanissima età, forniscono un enorme e variegato database del viso. Cosa comporta questo? Il problema riporta sempre alla questione precedente. dipende da chi ha accesso ai dati e quali sistemi di sicurezza vengono usati per proteggere queste informazioni.

Fake news

Un altro serio pericolo è che su TikTok sembrano esserci diffusori di notizie false e non esiste alcun tipo di verifica o di protezione. Dal momento che la maggioranza degli utenti del social sono minorenni, il rischio è quello di riuscire facilmente a plagiare le menti.
Il fatto che gli utenti di Tik Tok siano così giovani apre poi ad una serie di problematiche. Occorrerebbero quindi maggiori tutele che in realtà non vengono garantite. Secondo il governo indiano, infatti, TikTok favorirebbe una cultura degradante ed è per tale ragione che l’app è stata bandita dal playstore.

Tik Tok cybersecurity

È di pochi giorni fa poi la notizia che alcuni ricercatori della Check Point Research, società di cyber-security, hanno individuato una falla di sicurezza nell’applicazione capace di rendere i dati personali degli utenti che si sono iscritti e la utilizzano a rischio di hackeraggio. Secondo il report, inviato anche agli sviluppatori di TikTok, sarebbe possibile accedere agli account caricare video non autorizzati o cancellarli, cambiare la privacy dei video di un utente da privata a pubblica e addirittura estrarre dati personali sensibili.
Gli sviluppatori sembrano aver risolto e basterebbe effettuare un aggiornamento dell’app. Tuttavia, molti sono i dubbi circa la capacità della piattaforma di garantire la sicurezza degli utenti.

Reputation

Sempre considerando le problematiche legate all’età degli utenti il Digital Transformation Institute e Tech Economy 2030 ha stilato e presentato un vero e proprio decalogo rivolto ai giovanissimi proprio per tutelarli. Occorre infatti capire che tutto ciò che viene pubblicato sul web rimane per sempre nella rete. In questo caso i video ludici dei ragazzi potrebbero rappresentare un problema in futuro. Il pericolo di minare la reputazionale è altissimo.

Censura

Altro problema emerso è che la ByteDance è una società cinese ed è pertanto tenuta a rispettare le leggi della Cina. Il punto è che nessuno sa come il sito moderi i contenuti. Sebbene l’azienda affermi che i dati siano archiviati a Singapore e che non sia necessario render conto al Governo, resta il dubbio circa eventuali ingerenze. Punto rafforzato anche dal caso sulla censura avvenuta per il video di Feroza Aziz, la teenager americana che denunciava, attraverso un falso tutorial su come piegare le ciglia, la repressione della Cina nei confronti degli uiguri nella provincia dello Xinjiang.

Propaganda non autorizzata

Qual è il rischio per la reputazione personale del popolo giovane di Tik Tok ?
Spesso i video caricati sfuggono ad eventuali controlli in merito al contenuto. Come avvenuto nel caso della propaganda del terrorismo denunciata il 21 ottobre dal Wall Street Journal. Esistevano infatti alcuni contenuti inseriti su TikTok e poi rimossi che invitavano alla fedeltà e alla morte. Quindi estrema rigidità in alcuni casi ma “sviste” clamorose in altri, elementi che confermano gli elevati rischi della piattaforma, se usata incautamente.

Imitare può essere pericoloso

Altro punto da considerare è il pericolo di istigare a compiere azioni pericolose. Molti ragazzi per fare video mozzafiato o per imitare challenge fasulle compiono gesti che spesso terminano in tragedie. Esiste un sito che raccoglie gli esempi negativi di Tik Tok e che rappresenta una raccolta di casi aggiornati delle vittime. Il punto su cui riflettere è sempre per i genitori che dovrebbero riuscire a controllare ciò che i figli fanno per “apparire” o per rendere virale il proprio video.

Sicurezza nazionale

Tik Tok è da sempre sotto la lente del CFIUS il Comitato sugli Investimenti Esteri negli Stati Uniti d’America, ovvero l’organo che analizza le implicazioni per la sicurezza nazionale degli investimenti stranieri. Che cosa è che fa paura? La risposta è piuttosto semplice: l’app è di proprietà di una società cinese, ByteDance. Tik Tok è cinese e la Cina, come è noto, ha visioni differenti su diverse questioni socio-politiche. In più, c’è il timore che i dati dei cittadini statunitensi finiscano in mani cinesi, pertanto le autorità americane stanno cercando di capire se l’applicazione potrebbe essere pericolosa per la sicurezza nazionale.

In conclusione

Tik Tok è una piattaforma in evoluzione, va quindi studiata, monitorata ma presa con le pinze. Tutti i social presentano punti su cui è bene riflettere. Probabilmente però per questo social i rischi risultano accentuati in relazione ad alcune caratteristiche stesse della piattaforma e soprattutto per l’età degli utenti.

Gennaio 22, 2020


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