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Podcast su Spotify : playlist per tutti i contenuti della piattaforma

Podcast su Spotify?

Ancora una volta l’intelligenza artificiale è la soluzione per perfezionare la user experience

Da quando è nata, nel lontano 2006, Spotify non ha mai smesso di stupirci.
Utilizzo dell’intelligenza artificiale, podcast e nuove acquisizioni (Gimlet e Anchor) sono solo alcune delle ragioni che spiegano le sue cifre da capogiro tra dollari investiti e numero di iscritti.
Ma Focalizziamoci sul podcasting.

Dalle canzoni ai podcast

I podcast su Spotify non sono una novità.
Già dal 2015 Spotify ha deciso di puntare, oltre che sulla musica, su tutti i contenuti audio disponibili on demand, come trasmissioni radiofoniche e simili.
In questo modo la user experience è completa. L’utente ha la possibilità di ascoltare una canzone così come un programma, uno spettacolo o un episodio della sua serie preferita.
Che c’è di meglio dello starsene in metro e fare zapping tra una cover e una notizia di qualche giornale?

Per i podcast su Spotify la parola d’ordine è diversificazione

Dobbiamo ammetterlo, Daniel EK e il suo team sono dei geni!

Hanno trovato il modo di concentrare tutte le esigenze dei loro ascoltatori in una sola piattaforma.
L’obiettivo podcast su Spotify è stato completato con Gimlet e Anchor, entrambi strumenti di produzione autonoma e distribuzione di podcast. Quindi, non solo ascolto ma anche coinvolgimento attivo degli utenti, che diventano facilmente anche autori del servizio di cui fruiscono.

Le sperimentazioni del colosso svedese corrono così veloce che non si fa in tempo ad annunciarne una che subito ne spunta un’altra!
Se il primo passo è stato investire nel progetto podcast su Spotify, non è difficile immaginare quello successivo.

Puntare sull’intelligenza artificiale

L’esperienza dell’utente infatti si arricchisce permettendogli di creare delle playlist, non solo per la musica ma anche per i podcast.
Concretamente, ciò che realizza l’imperativo podcast su Spotify è la funzione Your Daily Podcast. Proprio come per le canzoni, l’algoritmo che ne è alla base suggerisce contenuti che si basano su quelli scelti in precedenza e su quelli che le persone già seguono.

Per ora si tratta di una sperimentazione che interessa solo alcuni paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Messico, Brasile, Canada, Australia e Nuova Zelanda). Ma i dati sull’ascolto dei podcast sono incoraggianti (il 14% degli iscritti negli Stati Uniti, il 36% in Svezia) e fanno pensare che la sperimentazione amplierà il suo bacino di utenza.

Cosa cambia tra le playlist di musica e quelle di podcast?

Tra le playlist della musica e quelle dei podcast c’è però una differenza sostanziale.
Come ha dichiarato Emily Rawitsch, director of product design di Spotify, le seconde sono decisamente più complesse perché argomenti e formati sono molto variabili.
La maggior parte delle canzoni dura 3 minuti, i podcast variano da un minuto a due ore. Poi ci sono podcast d’intrattenimento e altri che invece vengono usati per informarsi, aggiornarsi e acquisire nuove competenze.
Tutto ciò ovviamente si traduce in un lavoro più approfondito degli algoritmi nella ricerca e selezione dei contenuti.

Uso di playlist non significa rinuncia a nuovi contenuti

Se Spotify propone titoli in linea con gli interessi degli utenti, allo stesso modo investe su quelli nuovi.
Lo ha detto chiaramente il suo fondatore, Daniel EK. Lo scopo della piattaforma è offrire un’esperienza unica in cui, chi vuole immergersi nell’ascolto di musica o di podcast, deve poterlo fare senza rinunciare a nessuna delle possibilità che potrebbe trovare altrove.

La reazione di YouTube ai podcast su Spotify

Del resto, i competitor non mancano. Da oltre un anno anche YouTube ha aperto un canale audio simile a Spotify, si chiama Youtube Music. L’app, disponibile in modalità free e premium, comprende canzoni, album ufficiali, playlist, remix, performance live, cover, interviste agli artisti e video musicali. Quanti di noi ascoltano playlist usando Youtube? Un numero considerevole se Google ha deciso di migliorare questa nostra abitudine e così dichiarare guerra a Spotify.

Le due app infatti si somigliano nella semplicità dell’interfaccia e nelle funzioni di base. La versione a pagamento di YouTube Music permette di ascoltare canzoni senza banner pubblicitari e con la possibilità di mettere l’app in background, senza che questa s’interrompa durante l’utilizzo.

Spotify riuscirà a vincere le sue sfide?

Difficile dire se Youtube Music riuscirà a fare concorrenza a Spotify. Altrettanto imprevedibile è come andrà a finire la scommessa podcast su Spotify. Per ora ci si chiede ancora se ci saranno più visualizzazioni di album musicali o di trasmissioni di vario genere.

Certo è che nonostante la convivenza con YouTube, Amazon ed Apple, solo per citarne alcuni, Spotify nel 2019 ha registrato una crescita del 30% rispetto all’anno precedente.
Attualmente vanta circa 248 milioni di utenti attivi e i suoi leader sembrano determinati ad alimentare in ogni modo questa cifra.

Se ci riusciranno lo scopriremo continuando a seguire tutte le novità e a condividerle con voi!

Vuoi conoscere tutto sulla strategia di crescita di Spotify? Leggi il nostro articolo sul Growth hacking.

Febbraio 5, 2020


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