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Growth Hacking: Ecco come Spotify ha rivoluzionato il mercato della musicale mondiale

La musica oggi si ascolta in streaming

228 milioni di euro, questo è il valore della musica in Italia nel 2018, in crescita del 2,6% rispetto al 2017.
Crescita dovuta interamente grazie allo streaming senza il quale il mercato discografico rischierebbe seriamente la chiusura. Sebbene infatti in crescita per il quarto anno consecutivo, l’industria musicale continua ancora a rincorrere i fasti del 2001, quando il mercato musicale globale valeva 23,3 miliardi. Oggi, secondo il Global Music Report, il mercato musicale globale vale 19,1 miliardi.

guadagni industria musicale

Lo streaming rianima l’industria musicale

Lo streaming, per la seconda volta consecutiva, si attesta come la principale fonte di guadagno per l’industria musicale, a dimostrazione del fatto che lo streaming non è affatto un fenomeno passeggero. La cosiddetta “musica liquida” ha semplicemente cambiato pelle, passando dal download (più o meno legale) al flusso continuo e interrotto dello streaming.
Il merito di questa rivoluzione, inutile dirlo, lo si deve a Spotify, Startup nata esattamente 11 anni fa (in Italia è arrivata nel 2013) e che ha contribuito in maniera preponderante a diffondere il concetto di streaming musicale.

Growth Hacking e Spotify: Esempio di strategia vincente

Non è affatto semplice capire in che modo un’azienda come Spotify possa aver conquistato in poco tempo il proprio mercato di riferimento.
Per farlo bisogna comprendere tutta una serie di fattori che negli ultimi decenni hanno condotto ad una radicale trasformazione del mercato in cui essa opera.
Un mercato che è sempre stato influenzato da complessi cambiamenti dovuti a profonde e continue innovazioni che hanno costretto gli addetti ai valori ad innovare costantemente i propri prodotti.
In un ambiente fortemente competitivo la disponibilità di risorse tecnologiche e all’avanguardia rappresenta un fattore determinante per non farsi travolgere dalla concorrenza.
In questo scenario, Spotify, grazie ad un’eccellente strategia di Growth Hacking, è riuscito a posizionarsi approfittando di un buco in un mercato apparentemente off-limits.
Lo ha fatto con un’idea così semplice quanto potente: avere a disposizione tutta la musica sempre con sé ad un prezzo davvero conveniente.

Che cos’è il Growth Hacking?

 

growth hacking strategy

 

Il termine Growth Hacking indica un insieme di strategie di web marketing volte a far crescere velocemente un’impresa facendole acquisire un maggior numero di utenti.
Significa concentrarsi sulla crescita (growth) ragionando fuori dagli schemi (hacking).
Spotify ha messo in rilievo il concetto di accesso contro quello del possesso portato avanti da iTunes. Prendendo spunto dalla pirateria del fenomeno Napster, ha reso la musica accessibile legalmente grazie agli accordi con le case discografiche, portando alla nascita di competitor come Deezer, YouTube Music, Apple Music e Amazon Music. Proprio a riguardo della pirateria, uno dei creatori di Spotify, Daniel Georg Ek disse:

“…Non si può mai legiferare con la pirateria: le leggi possono sicuramente aiutare, ma non tolgono il problema. L’unico modo per risolvere il problema era creare un servizio migliore della pirateria e allo stesso tempo in grado di compensare l’industria musicale”.

FREEMIUM: La Strategia vincente di Spotify

spotify app

Tra le strategie di Growth Hacking più efficaci messe in pratica da Spotify, c’è sicuramente la strategia Freemium

Come ci suggerisce Wikipedia:

“una strategia Freemium (contrazione dei termini free, inteso come gratuito, e premium) è una strategia di marketing che consiste nell’offrire gratuitamente una versione di base di un prodotto proprietario (prevalentemente software proprietario) ed eventualmente nel proporre a pagamento funzionalità aggiuntive.”

Spotify, fin dal suo esordio, ha offerto due tipi di accesso, uno completamente gratuito supportato da pubblicità e un accesso Premium, a pagamento, senza alcun tipo di limitazioni.
Questo modello di business ha generato quella che a tutti gli effetti possiamo chiamare una win-win strategy che porta vantaggi a tutti i players del mercato.

  • Le case discografiche guadagnano dall’ascolto di musica grazie alla concessione delle licenze.
  • Gli utenti possono ascoltare la musica in maniera legale e ad un prezzo accessibile.
  • Gli artisti vedono riconosciuti e premiati i frutti del proprio lavoro musicale

In questo modo Spotify si assicura lo sviluppo di un modello legale per conseguire profitti.

Spotify: Quali sono le ragioni del suo successo?

Il sito GrowthHackers elenca quelle che sono le ragioni del grande successo della creatura di Daniel Ek.

Controllo sulla musica

Prima di Spotify esistevano già altri servizi in grado di offrire in maniera del tutto legale una grande quantità di musica come Pandora e Itunes.
Il primo non permetteva di selezionare le canzoni desiderate, il secondo lo permetteva ma solo acquistando singolarmente le tracce musicali.
Spotify si è spinto oltre dando all’utente il potere della scelta: scegliere l’artista o la canzone da ascoltare, scegliere e creare le proprie playlist, il tutto gratuitamente.

Adattarsi alle caratteristiche degli utenti

Spotify consente agli utenti di integrare le tracce che hanno sul loro pc all’interno della piattaforma, ma non solo. Negli ultimi anni l’azienda ha investito molto sull’intelligenza artificiale cercando di affinare e potenziare sempre di più i propri algoritmi per potenziare l’esperienza di utilizzo degli utenti.
Il software di Spotify analizza i gusti degli utenti, suggerendo automaticamente i brani che hanno delle caratteristiche simili offrendo in questo modo un’offerta sempre più personalizzata.

La musica come condivisione

Un ulteriore elemento che ha contribuito al grande successo di Spotify è l’accordo con Facebook. Quest’accordo consente agli utenti di Spotify di potersi registrare o accedere al servizio direttamente attraverso il social network, senza passare attraverso noiose compilazioni di form, e anche di visualizzare le playlist che ascoltano gli amici. Oltre a Facebook, Spotify permette agli utenti di condividere tracce, album e playlist attraverso altri popolari social network come Twitter e Tumblr. Opportunità apprezzate dagli utenti che possono così collaborare per la creazione di playlist per feste, viaggi o altre occasioni da trascorrere insieme.

condivisione spotify social

Con questa rivoluzione, Martin Lorentzon e Daniel Ek hanno creato un nuovo modo per ascoltare musica in maniera facile, intelligente, veloce, social e soprattutto legale, aspetto che ha contribuito notevolmente al successo di questa startup nata a Stoccolma e che ha cambiato (forse) per sempre le regole del gioco.

 

Dicembre 3, 2019


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