Login

Le community del food che si affermano sui social network

Il potere attrattivo dei prodotti biologici, gluten free e vegan

Le community del food. Nell’era digitale le tradizioni gastronomiche che rappresentano l’italia nel mondo restano immutate. Il prodotto resta lo stesso ma cambia il modo di presentarlo e di concepirlo. Le community del food danno vita a nuove filosofie di pensiero che si riflettono soprattutto sui social network, creando un senso di appartenenza a un mondo culinario ben definito e distinto. In questo articolo cercheremo di capire cosa si nasconde dietro le community Bio, Vegan e Gluten free.

Le community del food – I valori del prodotto biologico

Le community che promuovono i prodotti biologici cercano di diffondere la cultura di un corretto stile alimentare basato su alimenti naturali coltivati senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi (diserbanti, insetticidi, pesticidi, organismi geneticamente modificati). Le esigenze dell’agricoltura industriale portano l’uomo a utilizzare derivati del petrolio per la produzione di soia e mais destinati agli allevamenti in batteria. Le richieste del mercato comportano un esaurimento delle risorse naturali, alla distruzione della fauna e un aumento delle emissioni tossiche, con effetti irreversibili sul clima e l’ambiente. L’agricoltura biologica è soluzione ideale per salvaguardare la natura, l’ambiente la salute. È un modello di produzione che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria.

L’associazione Slow Food

L’associazione Slow food promuove la biodiversità e il prodotto biologico, con l’intento di salvaguardare razze animali e specie vegetali che rischiano l’estinzione. Slow food difende il cibo genuino invitando i consumatori all’adozione di uno stile alimentare sano. “La lentezza” del prodotto biologico sostituisce la “velocità” tipica dei prodotti disponibili nei fast food tradizionali. Ogni giorno Slow food lavora in 150 paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti.

L’espansione del Veganesimo

Il veganesimo è un movimento che nasce con l’intento di adottare uno stile di vita basato su risorse non provenienti dal mondo animale. In ambito gastronomico i Vegani rinunciano quindi a qualsiasi tipo di alimento proveniente dal mondo animale, limitando la loro alimentazione a cereali, legumi, verdura e frutta. Alcune community adottano tale stile di vita per evitare le uccisioni di massa degli animali destinati alla macellazione, altre invece si nutrono esclusivamente di vegetali per motivi salutari. Tuttavia i vegani devono necessariamente integrare alcune vitamine, come la B12, presenti solo nel mondo animale e necessarie per evitare malattie come il rachitismo nei bambini, e l’osteoporosi e l’osteomalacia per gli adulti.

Il caso O Grin

O Grin è un tipico esempio di come la community vegana abbia preso piede anche nel cuore di Napoli. Si tratta di un locale non molto ampio situato a Via Mezzocannone che propone diverse soluzioni vegane e vegetariane per studenti e lavoratori in pausa pranzo. Oltre a essere biologico e vegano, O Grin è soprattutto universale, in quanto si rivolge a tutti coloro che cercano una soluzione veloce e salutare per il pranzo, senza rinunciare al gusto. O Grin è soprattutto italiano, perché propone alcuni piatti tipici utilizzando solo alimenti coltivati a km zero, ad esempio la pasta e patate, la pasta e lenticchie, il pesto di talli e la rivisitazione vegana del ragù napoletano. Il brand analizzato quindi non si rivolge esclusivamente a vegani e vegetariani. O Grin accoglie a braccia aperte gli amanti del cibo genuino e soprattutto saporito.

La celiachia, una malattia piuttosto comune

Al giorno d’oggi l’intolleranza al glutine, più comunemente chiamata celiachia, è un malattia piuttosto diffusa. Il glutine è la componente proteica del frumento ed è presente in molti cereali. (orzo, farro, avena, segale). Il glutine è infatti presente nella pasta, nella farina e in tutti i prodotti da forno. Le due proteine del glutine, gluteline e prolamine, sono le principali responsabili delle problematiche alimentari. La sua ingestione, (che si manifesta con una sensazione di gonfiore addominale e di pesantezza) provoca un danneggiamento dei vili intestinali e un malassorbimento dei cibi. La maggiore sensibilizzazione al glutine è legato al consumo eccessivo di prodotti industriali ricchi di frumento rispetto al passato, oltre all’utilizzo di farine eccessivamente raffinate.

Le nuove community gluten free

La celiachia ha generato la nascita di nuove community di utenti che sono alla continua ricerca di luoghi di ristoro gluten free. Tali locali devono essere necessariamente attrezzati per servire tale clientele evitando qualsiasi rischio di contaminazione con i prodotti provvisti di glutine. La città di Napoli, considerando l’alto numero di persone affette da celiachia, sta cercando di adeguarsi attraverso l’apertura di nuovi locali. L’intento è quello offrire un prodotto gluten free che sia allo stesso tempo “napoletano e saporito”.

Infatti, alcune note pizzerie come Sorbillo, Vesi e Starita propongono la pizza margherita senza glutine. L’intento è quello offrire un prodotto gluten free che sia appetibile anche a chi non è necessariamente celiaco. Un prodotto senza glutine è infatti più digeribile ed è consigliato a chi vuole trovare un equilibrio alimentare.

L’identità partenopea presente in ogni community

Le community analizzate non devono essere considerate come delle cerchie ristrette in cui è consentito l’accesso solamente a Vegani, celiaci, e fautori dei prodotti biologici. Queste community hanno un forte aperte attrattivo e consentono l’accesso a chiunque voglia provare qualcosa di diverso o abbia semplicemente l’esigenza di cambiare regime alimentare. Le community del food non alterano l’identità locale, ma favoriscono la nascita di nuovi valori che si diffondono sui social. Il food porn, il potere attrattivo del cibo condiviso attraverso le immagini, comprende anche le community analizzate fino ad ora.

Il corso di Social Media Meal

Le community analizzate sono un valido esempio di come sia possibile rivisitare un prodotto locale senza alterare la sua identità, continuando ad esercitare un forte potere attrattivo sui social network. Generazione Vincente Academy di realizzare un corso di Social Media Marketing incentrato sul food con l’intento di rendere qualsiasi tipo di prodotto protagonista sui social network. Se sei quindi un professionista digitale che opera nel food o un ristoratore che ha bisogno di utilizzare i social in modo strategico, non esitare a chiedere maggiori informazioni.

Ottobre 18, 2019


Generazione Vincente Academy s.r.l. C.F./P.IVA: 04925701213
CCIAA: NA722509
Capitale i.v.: € 50.000

Centro Direzionale Napoli, Is. E1
0815824911
info@geviacademy.it

Politica Aziendale

AUTORIZZAZIONI

Autorizzazione MinisterialeEnte autorizzato dal Ministero del Lavoro e accreditato dalla Regione Campania


Ente Accreditato FormatempEnte accreditato dal fondo Forma.temp


Ente Accreditato Eipass Ente accreditato Eipass


 

top
Gevi Academy Copyright @ 2020 Web and design powered by Skillapp – Web Agency

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi